24. Confraternita di Santa Croce (Priero – CN)

I resti di affreschi ancora visibili all’interno dell’edificio, detto anche oratorio dei Disciplinanti, rappresentano una testimonianza delle prime forme di pittura rinascimentale del territorio cebano e possono essere attribuiti alla scuola di Giovanni e Bartolomeo Botonieri da Cherasco (147).
Al fondo della parete di destra, racchiusi da una finta intelaiatura architettonica, sono raffigurati episodi dell’infanzia di Gesù: la Natività, riconoscibile per l’angelo che regge il cartiglio con il Gloria sopra la capanna, l’Adorazione dei magi, il più anziano dei quali è prostrato ai piedi del Bambino, la Fuga in Egitto. Al centro, una serie di personaggi dei quali la perdita delle parte superiore del corpo impedisce un riconoscimento e una interpretazione univoca. Seguono scene legate alla passione e morte di Cristo, la Resurrezione e la Discesa agli Inferi.
Lo stile di Giovanni si riconosce nella scena della Resurrezione, stile non più tardogotico, ma non ancora pienamente rinascimentale: si tratta di pitture artigianali di carattere popolare e, in quanto tali, fuori dal tempo e dalle mode.
Alla più matura mano di Bartolomeo possono invece essere attribuiti gli episodi del ciclo dell’infanzia di Gesù; essa è particolarmente riconoscibile nel volto squadrato e nei lineamenti duri della Vergine durante la Fuga in Egitto, nel disegno del terreno e del paesaggio che fanno da sfondo alla stessa scena, nell’architrave che delimita in basso i riquadri.

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