Ed erra l’armonia per questa valle…


Castelnuovo può significare una strada, un percorso o un punto di arrivo di un luogo. Castelnuovo di Ceva o di Langa è l’approdo in cui si arriva per ammirare e godere dei boschi e della natura quasi incontaminata. Le sfumature di verde allargano gli sguardi dei visitatori che non devono aspettarsi ulteriori vie o passaggi verso altri luoghi, se non un villaggio contornato dal verde che delimita il punto di rottura tra il motore e l’uomo.
La direzione, anche in senso metaforico, è il verso in cui ci si muove lungo una strada o un percorso e può essere la meta; dirigersi verso Castelnuovo, quindi, può significare un viaggio verso delle scoperte di vita, verso un luogo che aspetta, che può sedurre chi cerca una pausa nella propria esistenza. Chi ha desiderio di uno stacco dalla routine della città o anche chi ha voglia semplicemente di fermarsi, per contemplare e per riflettere sul senso della propria vita, dovrebbe seguire la via per Castelnuovo.
Dalla rotonda di Montezemolo, indicare in maniera chiara e inequivocabile la direzione verso Castelnuovo potrebbe voler dire: vado e mi fermo per fare, per pensare, per cominciare o addirittura finire. “Ed erra l’armonia per questa valle” (Leopardi). L’armonia di Castelnuovo è costituita dai colori di albe e tramonti che si susseguono quotidianamente, attraverso un fraseggio armonico tra ballerini o tra orchestrali che esaltano la creatività di ognuno nell’insieme, in una risultanza acustica e ritmica atta a sorprendere chiunque si fermi ad ammirare.
Osservando la natura intorno al paese, il pensiero corre verso ciò che più garba al cuore e alla mente, come quando, seduti in platea, si gode di quell’armonia che scaturisce dalla maestria di chi la dirige e la sviluppa con gli strumenti. Chi arriva a Castelnuovo può scegliere se fare parte di questo contesto a più ampio respiro o soltanto tornarci per ritrovare una dimensione di tranquillità.
Immaginiamo un borgo fatto di case, di anime in armonia tra di loro, che si incontrano per concertare nuovi modi di esistere: momenti vissuti con serenità, con lentezza, senza prevaricazione e nel rispetto quasi sacro dell’ambiente circostante. Immaginiamo un luogo in cui il sorriso e il saluto fanno da cornice allo sfondo di una natura generosa e sfavillante. Immaginiamo un luogo dove il tempo si è fermato, impregnato dal profumo di una volta e dove sentirsi a casa.
Una comunità che produce ciò che la natura offre, ma che sa anche fermarsi seguendo i cicli delle stagioni. Una comunità di persone che sanno vivere insieme… pur nella diversità di pensiero e di scelte, pur nello stacco dalla vita moderna.
Gabriella Greco