Marcella e Marina testimoni in Biblioteca; 12 maggio 2015

Riassunto  incontro  Marcella e Marina del 12 maggio 2015

Marcella e Marina sono due giovani donne: una che da sempre vive a Castelnuovo e l’altra, genovese di nascita, che ha deciso di risiedervi stabilmente.   Dieci anni di età le separano, due bambini ha Marcella,  due ragazzi giovani Marina. Entrambe hanno un maschio e una femmina.   La prima ha studiato all’Alberghiero, ed ora è commessa part-time nella farmacia di Sale Langhe; la seconda è infermiera e lavora a Garessio.

Marcella è stata tra gli ultimi Castelnovesi a frequentare le scuole in paese, fino alla terza elementare,  poi la scuola è stata chiusa  e lei  ha completato  gli ultimi due anni a Priero .

Quando poi è arrivato il momento di scegliere gli studi secondari  ha deciso di fare l’Alberghiero a Mondovì. Così lei e la sua famiglia si sono sobbarcati  sveglie all’alba per andare  in stazione e rientri ovviamente anche quelli più complessi. Durante l’estate la scuola la mandava a fare esperienza in alberghi sparsi tra Lago Maggiore, Val Varaita, Diano Marina. Diplomata ha gestito per otto anni il ristorante di Castelnuovo con la mamma in cucina. Un ricordo raccontato con entusiasmo  e nostalgia, un impegno grande che la teneva occupata ben oltre l’orario di apertura e chiusura,  un’attività svolta sempre con entusiasmo, che le ha lasciato ricordi bellissimi, un’ esperienza di vita…  mar mar 006

Gli anziani , mancati in questi anni, che frequentavano il bar o l’annesso negozio di alimentari.. mantengono per Marcella la figura dei “nonni”  “C’era profumo di famiglia” conclude. Un profumo di famiglia che accompagna la sua vita: quasi tutti i giorni, anche adesso che con la nascita della prima bambina ha lasciato il ristorante  loro a pranzo sono molto spesso in tredici, quasi a ricreare quel tepore in parte smarrito con la morte prematura del padre, quando lei aveva diciott’anni  e lui solo cinquant’otto. Il padre, Dante, sempre presente in lei, con lui aveva accarezzato l’idea di aprire un agriturismo a cui rimane tutt’ora fedele.

La sua famiglia viveva del lavoro della campagna e dal taglio della legna.

Ricorda i ritmi della loro vita in campagna, la partecipazione ai lavori agricoli, ma ricorda anche l’affetto tra loro fratelli, la severità, ma allo stesso tempo la presenza costante della madre, il piacere della lettura del padre che andava a letto presto per leggere e leggeva anche fino all’una o alle due di notte. Non seguiva la tv, ma gli piaceva la radio.

Nel ripensare a tutti questi avvenimenti, evidenzia anche come lei appartenesse , anche rispetto ai suoi fratelli , di tredici e otto anni più grandi di lei, ad un’altra generazione. Ricorda  come d’estate il paese si popolasse di villeggianti e di come nel frattempo il paese, a partire dagli anni ottanta  continuasse a svuotarsi, molti del paese, sposandosi se ne andavano e, ulteriore danno, venivano a mancare nuove nascite.  Marcella si chiede come sarà il futuro,  se non rischia Castelnuovo di diventare un paese fantasma: già adesso bisogna avere sempre la macchina a portata di mano,e chissà dopo dovesse ridursi sempre più il numero degli abitanti.

Marina incarna sia la villeggiante genovese di tren’anni fa, sia la ragazza che si sposa con Giuseppe, ma non si ferma in paese, e va ad abitare a Ceva. Lei e Marcella si sono conosciute durante il periodo della villeggiatura, una ragazza di sedici anni  che, come dice lei: “ Avevo solo voglia di innamorarmi” E così è avvenuto, si innamora di Giuseppe , si sposano e vanno  a stare a Ceva.

Marina ha avuto un altro tipo di vita. La nonna materna, rimasta vedova molto giovane, mette le figlie in collegio e va a lavorare nelle lavanderie dell’ospedale San Martino. Si risposa e a Quezzi, dove viveva lei e suo marito hanno delle fasce su cui avevano lavorato i bisnonni di Marina. A Ceva  Marina non si trova tanto bene, mancano i contatti con le persone del posto e anche il rapporto con Giuseppe ne risente, un periodo di crisi li coinvolge, poi la svolta data dal loro ritrovarsi e la decisione di venire a stare  a Castelnuovo.  mar mar 009

Marina qui non si sente isolata, diversamente da quando abitava a Ceva e continuava a sentire Genova  come la sua vera casa, adesso che vive a Castelnuovo, quando è a Genova, sa, che tornando  qui “Io torno a casa”.                                                                                                                                                                                                           Lei si augura  autenticamente che nuove persone possano venire qui: e lo dice con frasi veramente belle e autentiche  “Io dico sempre che qua è un posto particolare perché dove la strada finisce inizia il verde. Vivere qua è una scelta. Una scelta del cuore, una scelta faticosa a volte, ma  (alla fine) piacevole. In mezz’ora o poco più sono a Garessio senza  dovermi vivere il traffico delle città, le attese dei mezzi pubblici e gli sballottamenti su di essi. In mezz’ora – prosegue – sono al mare, in mezz’ora  sono in montagna. Io dico sempre che io vivo dentro un paradiso, perché in qualsiasi ora del giorno c’è qualcosa da vedere o da sentire e di notte il paese sembra un presepe

Chiedo ad entrambe come vedono il futuro del paese, le risposte sono: l’agricoltura e il turismo.                                      Il turismo per far conoscere il paese allargando il  genere dei visitatori agli stranieri,  sottolinea Marina, attraverso un’area attrezzata per i camperisti. C’è poi sempre l’idea dell’agriturismo di Marcella e Marina spesso pensa anche al bed and breackfast  che Agnese, sua figlia potrebbe curare. Ma occorre – aggiunge  –  essere aperti verso gli ospiti e i visitatori, saper valorizzare le cose buone che esistono in natura.

Chiacchierando si evidenziano anche le tracce della storia del paese , i suoi monumenti, le diverse iniziative che la Pro Loco o il Comitato per la valorizzazione di Castelnuovo stanno svolgendo, non ultimo, dopo il lavoro tenace e costante di Enrico durato tutto un anno, che è quello di collegare il paese alle dinamiche agro turistiche che si estendono tra mare e le  langhe, attraverso la musica. Quest’anno ci saranno i               “ Cinque concerti per la terra” che si svolgeranno tra Finale Ligure, Castelnuovo di Ceva, Sale San Giovanni, Murialdo ed Alba tra il 18 agosto e il 5 settembre a cura del jazzista Riccardo Zegna. . In questa occasione uscirà anche il terzo volume de “ I quaderni di Castelnuovo”   “Sulle antiche strade di Langa”.

Perché con le tante attività che si svolgono non pensare anche a  dare spazio a qualche attività artigiana che fino alla seconda guerra senz’altro si svolgeva, come Pasqualin ( se ho compreso bene) che faceva ceste e scope ?

E poi c’è Marcella che possiede venti casette di api e produce alcuni quintali di miele, da quello di tarassaco e di ciliegio, a quello di acacia. Ascoltiamo interessati  la storia che  spiega Marcella “ A tanti fan paura, ma loro sono bestioline intelligenti, ti riconoscono e debitamente vestiti, e tranquilli ci si può avvicinare loro. Le api operaie hanno un ciclo di vita di trenta – quaranta giorni, ma lo sciame si rinnova continuamente con nuove nascite. Ogni sciame è composto da cinque mila api, ogni tipo svolge un compito ben definito.  Corrono anche rischi e possono essere soggetti a delle morie.

Non smetteremo di ascoltare  Marcella, o Marina , ma già così si sono aperti tanti scenari sui quali riflettere e scrivere  e le ringraziamo dei tanti stimoli che hanno espresso rivolti al futuro.

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